Frequenze TV: è polemica tra Governo e Mediaset

Scritto il 23 gen 2012 da Matteo Aldamonte

Una volta c’era il Beauty Contest, il procedimento che rendeva tutto facile e gratis l’assegnazione delle frequenze sul Digitale Terrestre. Mediaset e pochi altri (tra cui la Rai) si sarebbero accaparrati le frequenze migliori, naturalmente senza pagare.

Poi è arrivato il Governo presieduto da Monti, che di regalare miliardi di euro – è su quest’ordine di cifre che si viaggia - non ci sta. Per questo motivo il Corrado Passera, ministro dello Sviluppo Economico, ha provveduto ad annullare il Beauty Contest, ad annunciare che la programmazione definitiva sarà decisa tramite una regolare asta ed a sospendere le operazioni per novanta giorni. Il tempo necessario per formulare una nuova (e regolare) procedura, appunto.

Tra le opposizioni più forti all’azione del Governo, c’è Mediaset e con l’azienda il suo patron Silvio Berlusconi: l’ex premier ha parlato di “sospensione della legalità”, parlando del rinvio di novanta giorni voluto da Monti.

Proprio il Presidente del Consiglio ha risposto “non vediamo perché una risorsa pubblica debba essere concessa a pochi senza corrispettivo”.

“Ho sospeso il beauty contest per avere il tempo di definire al meglio la destinazione di queste frequenze” considerato che, come ha sottolineato, “stiamo chiedendo ai cittadini italiani grandi sacrifici in molte aree. Essendo le frequenze una risorsa scarsa e preziosa, ci siamo presi il tempo per identificare destinazioni più coerenti con il piano di crescita, equità e rigore che questo Governo sta realizzando”.

Incrinati definitivamente i rapporti tra Mediaset e Governo? Forse, tanto che nel frattempo l’azienda del Biscione annuncia battaglia e si prepara a rivolgersi all’Agcom, nel caso in cui venga indetta un’asta per l’assegnazione delle frequenze.

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