Digitale Terrestre, l’Italia fa fatica con la nuova tecnologia
Troppi problemi, frequenze ancora da assegnare, il passaggio difficoltoso ed i canali che spariscono da un giorno all’altro, nell’instabilità generale.
Gli italiani bocciano il Digitale Terrestre, come dimostra sia l’opinione generale e le tantissime lamentele dei mesi scorsi, ma come si legge anche in alcuni recenti sondaggi condotti da testate giornalistiche regionali e locali, in zone del paese che da poco hanno completato lo switch-off.
Ad esempio Umbria24, che in questo articolo riporta un dato: il 30% dei votanti ha dichiarato di essere totalmente scontento della nuova televisione, mentre il 14% ha addirittura abbandonato il mezzo televisivo. Di svariato tipo, ma comunque comuni alle altre regioni italiane, le segnalazioni: persone, spesso anziane, che avevano nella tv l’unica compagnia e che non sono riuscite a prendere il treno della modernità. I restanti partecipanti al voto, tuttavia, hanno dichiarato di apprezzare il Digitale Terrestre.
“ Alcuni per problemi di impianto, altri perché effettivamente non c’è segnale: le autorità dovrebbero pronunciarsi su questo”, si legge nell’articolo del quotidiano umbro.
Stessa storia anche in quel di Varese, coi lettori che sostengono: “si stava meglio prima”. Solo abitudine? Forse, anche se i problemi non mancano, in termini di sintonizzazione e ricezione dei canali, soprattutto. “In generale, poi, sono molte le affermazioni dei lettori sull’utilizzo normale del digitale terrestre: quando c’è bel tempo nessun problema, ma appena aumentano le nuvole cominciano a perdersi canali”, si legge. Molti rivogliono l’analogico.
E da voi com’è la situazione?
Com’è il vostro rapporto col Digitale Terrestre?


Da antennista posso dire che la mal informazione o in alcuni casi la disinformazione totale la fa da padrona. A novembre 2010 quando venne messo in atto lo switch over in Lombardia la “propaganda” era: “si collega il decoder ed è tutto a posto”. Nessuno (o pochissimi e non su mezzi di comunicazione di massa) si è mai preoccupato di avvertire la “Sciura Maria” che non basta comprare il decoder o il televisore con il decoder integrato se hai l’antenna che ha, ad andar bene, 15 anni e stanno cadendo o è stata sistemata alla buona dal “prestinaio” di turno; non credo che nelle regioni attualmente coinvolte la musica sia tanto diversa…poi i “buchi di copertura” esistono ed esisteranno ancora per un bel po’, ma se ci si affida ad un’ antennista qualificato, e non alle chiacchiere da bar, si potrebbe comunque trovare una soluzione anche in quei casi o al limite potrebbe venir proposta un’alternativa solo che purtroppo, l’utente medio, magari è disposto a spendere 2000 euro per l’ultimo modello di televisore 3D, ma storce il naso se in assemblea condominiale gli chiedono 30 euro per l’antennista. Quindi gli scontenti dovrebbero farsi prima un’esame di coscenza, o meglio dell’impianto !! Poi che si abbandoni il mezzo televisivo per colpa dei contenuti posso essere d’accordo, ma questo è un’altro problema. Tornare all’analogico non sarebbe conveniente per nessuno, tanto meno per l’utente finale: da antennista posso dire che in zone dove prima si vedeva poco e male ora con il digitale terrestre si vedono molti ma molti più canali (certi purteoppo attualmente ancora doppioni o di sole televendite) ed oggettivamente meglio, certo bisogna sforzarsi un attimo per imparare un nuovo telecomando (parlo per la Sciura Maria) ma tornare indietro sarebbe un po’ come abbandonare il computer per tornare alla macchina da scrivere…