Digitale Terrestre, il mistero dei rimborsi alle TV locali

Scritto il 25 gen 2012 da Matteo Aldamonte

AntenneIl passaggio al Digitale Terrestre ha portato con sé spese non indifferenti soprattutto per le televisioni locali, che hanno dovuto adeguare le proprie strutture alla nuova tecnologia introdotta nel Belpaese.

Si è parlato più e più volte di rimborsi creati ad hoc proprio per le TV locali, per aiutare le piccole realtà televisive: 240 milioni provenienti dal Governo in primo luogo, divenuti poi 400 e scesi sino ai 174 attuali. Una vera e propria altalena, nata con l’obiettivo di rendere il più indolore possibile il trasloco dalle frequenze comprese tra il canale 61 e il 69 Uhf, la banda 790-862 Mhz.

Ma in che modo distribuire le risorse? Ne parlava stamattina “Linkiesta” in questo articolo, che riportava in anteprima un passaggio importante del regolamento che, all’Articolo 2, parla appunto di quella che è la suddivisione della cifra: “Le emittenti locali […] cui sia stato attribuito in qualità di operatore di rete il diritto d’uso di frequenze in tecnica digitale […] e già digitalizzate alla data di entrata in vigore della legge 13 dicembre 2010, n.220 […], a seguito del volontario rilascio delle frequenze oggetto del diritto d’uso possono partecipare alla procedura di attribuzione di una misura economica di natura compensativa”.

La bozza prosegue con alcune specifiche tecniche, ma in definitiva spiega come tutte le emittenti locali verranno di fatto messe allo stesso livello nella distribuzione dei rimborsi: “In buona sintesi si dice che verrà pagata la stessa cifra per tutte le tv che hanno avuto la sfiga (o la “fortuna” come si vedrà) di finire tra il 61-69. Ovvero la tv del parroco che trasmette per 70 persone una messa e lo stesso film tutti i giorni, riceverà lo stesso indennizzo di Telelombardia che produce informazione in diretta per tutta la giornata”, ha spiegato TeleLombardia in un comunicato stampa legato alla vicenda.

Stando così le cose, a guadagnarci sarebbero le emittenti locali di più piccola portata, mentre chi ha audience e strutture più grandi (e costose) potrebbe opporre resistenza.

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