Digitale Terrestre, continua la disputa su Sky
Sembra destinata a non avere fine la disputa tra Governo e Agcom attorno al bando, il primo in Europa, per l’assegnazione delle frequenze definitive sul Digitale Terrestre, già obbligatorio in alcune regioni del nostro paese e che entrerà in tutte le case italiane entro il 2012.
Il nodo della questione gira tutto attorno a Sky. L’emittente privata americana vuole partecipare al bando, ma il Governo e Mediaset si sono opposti con decisione, visto che le emittenti italiane, stando alle leggi statunistensi, non hanno la reciproca possibilità di partecipare a concorsi del genere oltreoceano.
Sky vorrebbe esserci, l’Agcom (ente delle Comunicazioni) è d’accordo. Ma chi rallenta tutto adesso è Paolo Romani, il ministro dello Sviluppo Economico, il quale aveva ‘promesso’ nei giorni scorsi di inviare a breve una bozza del bando ufficiale all’Ue per l’apertura della gara, salvo poi parlare di un ritardo in queste ultime ore.
“Non saranno certo i 20 o 30 giorni previsti per la decisione del Consiglio di Stato a comportare ritardi significativi nell’espletamento della gara”, ha assicurato il ministro ha voluto sottolineare la necessità di non lasciare nulla al caso. “In caso di errore nella formulazione – spiega – un ricorso potrebbe fermare il beauty contest. E d’altra parte è fondamentale che non ci siano dubbi interpretativi perché è la prima volta che in Europa si fa una gara simile”.
Non mancano certo i pareri discordanti, come quello dell’onorevole Benedetto Della Vedova, il quale si esprime sulla possibilità che vuole Sky in gara con le emittenti italiane: “Il parere dell’Agcom e del ministero degli Esteri è chiaro, non c’è alcun problema, altrimenti l’Ue sarebbe già intervenuta. In questo modo il governo non fa che alimentare i dubbi sul conflitto d’interesse”.


Ma noooo! … il digitale terrestre è servito a far cassa con i decoder del fratellino Paolo, per salvare Retequattro, e per far scoglionare quelli come me che pur pagando da anni il canone Rai oggi a tre mesi dal famoso “switch off” vedono (quando li vedono) i canali Rai titti a quadretti e con continue interruzioni audio video, mentre le reti mediaset si vedono eccome. Se andiamo avanti così un “conflitto” bisognerà farlo e forse sarà di “interessi” per tutti gli Italiani corretti e onesti (che non ne possono più).
Ma nooooo, non è conflitto d’interessi, è un contrasto di convenienze o meglio ancora sfruttare un carica istituzionale pubblica per guadagnare soldi per se e la propria famiglia.
Ma sono la stessa cosa? Noooooooo, è in ogni caso un’equivalenza è come dire in pratica, in Italia, si sa si sopporta ma non si dice. Con LUI si sa che è così, ma non si esplica, si tace e lui da sempre, si fà i caxxi suoi alla faccia del popolo sovrano.
Questa è la situazione democratica di un paese come l’Italia, sotto dittatura di un uomo che se ne frega di tutto fuor che di farsi i propri fatti e andare a escort, si voglio dire girare con la macchina. Arrivederci
[...] in verità la risposta è arrivata solo davanti ad un successo inaspettato. Un titolo provocante, curioso, magari anche un po’ scontroso ha suscitato reazioni, [...]