Digitale Terrestre: asta a rischio per Mediaset e Rai

Sia Mediaset che Rai, i due colossi del mercato televisivo italiano, potrebbero non prendere parte all’asta per l’assegnazione definitiva delle frequenze sul Digitale Terrestre.

Quella che appariva come una sensazione diffusa, dopo che il Governo ha assicurato di voler procedere attraverso un’asta e non un Beauty Contest gratuito, ora sembra un rischio tutt’altro che lontano. Grande importanza ha il vertice del Governo in programma per la giornata di domani, nell’ambito del quale sarà esaminato un decreto di recepimento delle direttive di revisione del cosiddetto pacchetto Telecom che, tra le altre cose, razionalizza l’uso dello spettro radio.

All’interno dello stesso decreto sembra essere prevista la possibilità, a partire dal Maggio 2016, di basare il sistema delle frequenze italiane sulla neutralità. Termine, questo, che si traduce nella possibilità di utilizzare le frequenze stesse per qualsiasi genere di comunicazione elettronica, sia essa telefonica o televisiva.

La decisione di introdurre la neutralità dal 2016 potrebbe spingere il Governo a concedere le frequenze, nell’asta imminente, per un periodo temporale limitato. Si parla proprio di quattro anni. Circa il valore delle frequenze, gli esperti sostengono che la richiesta proveniente dallo Stato non dovrebbe superare, nel complesso, i 10 milioni di euro.

A questo aspetto, se ne aggiunge un altro ancora più importante. La possibilità per chi ha a disposizione delle frequenze di chiederne il cambio di destinazione d’uso all’Authority e al ministero dello Sviluppo, misura che troverebbe applicazione anch’essa a partire dal Maggio 2016.

Quest’ultimo punto rappresenterà sicuramente un’opportunità per emittenti come Mediaset, Rai e H3g, che nel loro portafoglio hanno ancora le frequenze del Dvbh, il videofonino, un servizio mai decollato. Trasformare queste frequenze in Dbvt creerebbe nuove e rilevanti possibilità in ambito Digitale Terrestre.

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