Adiconsum: “meno tutele per lo switch-off delle regioni”

Allo switch-off completo in Italia mancano all’appello, attualmente, sei regioni: Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Tutte devono completare, entro la fine del 2012, il passaggio alla nuova piattaforma digitale, spegnendo dunque il segnale analogico. Questo, in mezzo ai tantissimi problemi che il Digitale Terrestre sta comunque portando, in termini sia di adeguamento tecnologico da parte dei cittadini e delle emittenti locali, sia in termini di ricezione dei canali (anche) di carattere nazionale.

Un’operazione così delicata continua a suscitare polemiche provenienti un po’ da ogni lato.

L’ultima arriva dall’Adiconsum, la quale in primo luogo ha rincarato la dose sui problemi di ricezione del Digitale Terrestre. “Dispiace constatare la mancata convocazione del Comitato nazionale Digitale (CNID) da parte del ministro Passera – dichiara Pietro Giordano, il Segretario Generale Adiconsum -. Gli argomenti di discussione non sarebbero mancati visti i problemi delle frequenze da assegnare ai telefonici, le proteste delle tv locali e il beauty contest”.

“La mancata convocazione del CNID ha poi come conseguenza ancora più grave – aggiunge Giordano –  la mancata convocazione del gruppo di lavoro dedicato all’assistenza degli utenti, la cui valenza ben conoscono i consumatori che già sono passati al digitale. Per questi ultimi switch off, le Regioni si organizzeranno, quindi, autonomamente, senza uno scambio di opinioni e un coordinamento. Unico garante di uniformità di intervento è il Ministero dello Sviluppo Economico senza, però, l’ausilio delle associazioni consumatori”.

L’associazione ha comunque voluto sottolineare la propria disponibilità ai consumatori in difficoltà col passaggio alla nuova tecnologia. “Adiconsum intende sfatare la logica secondo cui i prossimi switch off, essendo gli ultimi – conclude il presidente – non necessitino di grande impegno e attenzione, perché potrebbe essere deleterio e dannoso per i consumatori”.

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